Le regole per progettare una “macchina sicura”

Alla base di una corretta progettazione meccanica di una qualsiasi macchina, impianto o accessorio vi è la sicurezza.
Una macchina “non sicura”, per evitare rischi, non può essere immessa sul mercato.
In quanto rischi, sono da definirsi tutte quelle casistiche che possono compromettere la sicurezza o la salute dell’operatore e/o della macchina, che possono verificarsi una o più volte durante l’azionamento, funzionamento, regolazione, manutenzione e comunque durante l’intera vita prevedibile della macchina stessa.

progettazione meccanica normative macchina sicura

Un progettista meccanico deve quindi, già dalle prime fasi di progettazione, seguire indicazioni specifiche che devono essere scrupolosamente comprese ed applicate per assicurare un alto grado di sicurezza del macchinario/impianto. Già da questa fase infatti, i possibili rischi che possono compromettere la sicurezza della macchina e/o rappresentare una fonte di pericolo per l’utilizzatore devono essere eliminati o ridotti al minimo.
Se, per motivi di funzionalità, vi è l’impossibilità di eliminare completamente un rischio dalla macchina e il rischio rimane “residuo” è d’obbligo per il progettista e il costruttore prevedere dei ripari (elementi fissi sulla macchina che garantiscono la protezione tramite una barriera materiale) e indicare quali eventuali dispositivi di protezione utilizzare (dispositivi associati ad un riparo o utilizzati singolarmente). Le misure di sicurezza da adottare vanno specificate in modo esaustivo nelle istruzioni d’uso e manutenzione della macchina.
Sulla macchina è d’obbligo inoltre segnalare accuratamente quali e dove si trovano i rischi residui tramite l’ausilio di appositi pittogrammi, targhette adesive di indicazione normate, da applicare in modo permanente e in modo che siano sempre ben leggibili.
Prima dell’immissione della macchina sul mercato il fabbricante (o il suo mandatario) è tenuto ad effettuare l’analisi dei rischi della macchina, per la valutazione dei requisiti di sicurezza e gli eventuali pericoli che possono incorrere con l’utilizzo della stessa. Solo se i rischi sono stati eliminati o comunque ridotti al minimo, la macchina può considerarsi “sicura”, marcata CE ed essere messa in funzione.
Sempre in fase di progettazione della macchina, oltre alla valutazione dei rischi, deve essere effettuata anche una valutazione dell’uso previsto e dell’uso scorretto ragionevolmente prevedibile.

La macchina deve infatti essere progettata e costruita in modo tale da non poter essere utilizzata per scopi ed usi differenti a quelli per cui essa stessa è stata progettata.
Nelle relative istruzioni per l’uso e manutenzione andranno specificate tutte le controindicazioni sull’utilizzo della macchina che, in base all’esperienza di utilizzo di macchine analoghe, potrebbero presentarsi. È dovere del produttore indicare all’utilizzatore come non utilizzare la macchina.

Quali sono quindi le norme alle quali un progettista deve attenersi per progettare correttamente una macchina?

L’immissione di una macchina sul mercato europeo prevede che essa sia conforme a specifiche direttive.
Solo se una macchina è conforme alle direttive e normative può essere marcata CE e venduta sul mercato.
La Direttiva Macchine 2006/42/CE indica quali sono le linee guida, definite dalla comunità europea, da seguire rigorosamente per la progettazione e la costruzione “sicura” di una macchina (la cui definizione viene specificata dalla direttiva stessa).
In particolare, l’allegato 1, della Direttiva Macchine 2006/42/CE, definisce quali sono i “Requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute relativi alla progettazione e alla costruzione delle macchine”.

La piena conoscenza ed applicazione di tali linee guida è fondamentale in fase di progettazione della macchina, esse si sviluppano sotto diversi aspetti:
Aspetti generali – Utilizzo di materiali, illuminazione, progettazione ai fini della movimentazione, ergonomia, posti di lavoro, sedili, ecc…
Sistemi di comando – Sicurezza ed affidabilità dei sistemi di comando, dispositivi di comando, avviamento, arresto, ecc…
Misure di protezione contro i pericoli meccanici – Rischio di perdita di stabilità, rischio di rottura durante il funzionamento, rischi dovuti alla caduta o alla proiezione di oggetti, rischi dovuti a superfici, spigoli od angoli, ecc…
Requisiti richiesti per i ripari fissi, ripari interbloccati, ripari regolabili che limitano l’accesso e requisiti per dispositivi di protezione.
Rischi dovuti ad altri pericoli – Energia elettrica (o altra energia), elettricità statica, errori di montaggio, temperature estreme, incendio, esplosione, rumore, vibrazioni, radiazioni, sostanze pericolose, ecc…
Manutenzione – Accesso alle parti della macchina per interventi, isolamento dalle fonti di alimentazione di energia, pulizia, ecc…
Informazioni – Informazioni e avvertenze sulla macchina, dispositivi di informazione, allarmi, avvertenze su rischi residui, marcatura, istruzioni

La Direttiva Macchine 2006/42/CE indica inoltre quali sono i requisiti di sicurezza per talune categorie di macchine, specificando quali sono i requisiti da rispettare durante la loro progettazione e costruzione.

La norma EN ISO 12100:2010 “Sicurezza del macchinario – Principi generali di progettazione – Valutazione del rischio e riduzione del rischio” è una norma di tipo A che definisce le linee guida per la progettazione di una macchina in sicurezza per l’uso previsto, riducendo i pericoli per l’uomo, per gli animali e per ambiente.
Tali linee guida sono standard e garantiscono pertanto, a livello mondiale, la sicurezza della macchina.

Nonostante l’applicazione della normativa UNI EN ISO 12100:2010 non risulti obbligatoria, essa fornisce la terminologia base, i principi e i metodi generali di progettazione in sicurezza, è importante quindi, per un progettista seguire le sue linee guida.
La normativa determina quali e di che tipo sono i pericoli che si potrebbero verificare durante il ciclo di vita della macchina, per esempio pericoli meccanici, pericoli elettrici, pericoli termici, pericoli dovuti al rumore, vibrazioni, radiazioni, pericoli da materiali e sostanze, pericoli di ergonomia e costruzione, ecc….
Essa fornisce i principi da adottare per la stima e la successiva eliminazione/riduzione dei rischi e linee guida per la redazione di documentazione.
Oltre alla Direttiva Macchine 2006/42/CE e alla UNI EN ISO 12100:2010 il progettista deve fare riferimento ad eventuali norme di tipo B e C specifiche per determinati gruppi e tipo di macchine o sistemi di sicurezza.

 

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Noi x.members forniamo supporto per facilitare la realizzazione del tuo progetto, affiancandoti nella fase di progettazione dello stesso, anche collaborando col tuo team per raggiungere l’obiettivo finale.

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